Momenti di grande emozione durante Ecoluxury Fair quando Sua Eminenza Neytrul Ngawang Shetdrup Rinpoche, Presidente della Neyphug Foundation di Paro (Bhutan) e riconosciuto come nona reincarnazione di Terton Ngawang Drakpa, ha offerto una testimonianza intensa e personale sulla filosofia politica e spirituale del Bhutan, un Paese che da decenni fonda il proprio sviluppo sul principio della Felicità Interna Lorda, Gross National Happiness, introdotta nel 1972 dal quarto Re, Jigme Singye Wangchuck.

Il Bhutan è piccolo, ma ciò che abbiamo costruito è profondo. Non misuriamo la ricchezza solo con il denaro, ma con la salute, l’educazione, la sicurezza e l’armonia con la natura”, ha spiegato Rinpoche, sottolineando come ogni azione del governo e della monarchia sia pensata per garantire il benessere dei cittadini e proteggere l’ambiente. “Non lasciamo che la fretta del mondo esterno ci condizioni: ciò che conta è vivere con equilibrio e rispetto, proteggendo ciò che abbiamo ricevuto dai nostri antenati e tramandando valori di cura e responsabilità”. Il piccolo Regno del Bhutan, incastonato tra India e Cina, emerge nel discorso di Rinpoche come un luogo unico, dove il popolo ha sempre vissuto libero da conflitti e dominazioni. “Abbiamo avuto cinque Re, tutti saggi e misericordiosi. Il quarto Re, nel 2006, ha abdicato spontaneamente: è stato un momento di grande dolore per il popolo, non per stanchezza o dissenso, ma per amore”, ha raccontato, spiegando la transizione a monarchia costituzionale democratica, in cui il Re resta guida spirituale e garante del bene comune, mentre il potere politico è affidato al popolo.

La politica bhutanese, ha precisato Neytrul Ngawang Shetdrup Rinpoche, si fonda su un equilibrio tra governance democratica e guida reale, con un modello duale in cui le decisioni strategiche vengono valutate attraverso il Centro per la Felicità Interna Lorda, ente indipendente dalla politica che approva progetti e investimenti, mentre il Re fornisce la benedizione finale. “Solo così possiamo garantire che sviluppo, etica e sostenibilità procedano insieme”, ha spiegato. Il FIL non è solo poesia ma qualcosa di concreto calcolato con il metodo Alkire-Foster: secondo i dati del National Statistics Bureau e della World Bank,infatti, nel 2024 il Bhutan ha registrato una crescita economica del 7,5%, trainata principalmente dall’esportazione di energia idroelettrica verso l’India, dal turismo di alta qualità e basso impatto, e da un’agricoltura sostenibile. “La felicità interna non è un’idea astratta: è un modello che guida economia, governo e società. Crescita economica e sviluppo umano devono procedere insieme”.

Tra le iniziative più recenti la Mindful City, progetto urbano a Gelephu che mira a offrire un rifugio sicuro e consapevole a chi nel mondo non si sente protetto. “Sto costruendo una città non per noi, ma per il mondo. Ci sono persone che non si sentono più al sicuro nei propri Paesi, e io voglio offrire loro un rifugio etico. Accoglieremo solo chi porta amore, compassione e saggezza”, ha spiegato. Una città gestita direttamente dal sovrano, perché “la felicità non si può delegare alla corruzione o al potere politico”. Il Bhutan si distingue anche per un approccio al turismo fondato sulla qualità piuttosto che sulla quantità. “Non vogliamo turismo di massa. Ogni visitatore paga una Sustainable Development Fee di 100 dollari al giorno per respirare aria pura e contribuire al benessere collettivo”. I fondi raccolti finanziano servizi essenziali come istruzione gratuita fino alle scuole superiori, sanità universale e energia elettrica a basso costo. Ed alla domanda su chi decida l’uso di queste risorse, Sua Eminenza ha chiarito: “Ogni progetto passa dal Centro per la Felicità Interna Lorda. Dopo la valutazione, il Re dà la benedizione e solo allora vengono approvati i finanziamenti. Politici e ministri non hanno accesso diretto”.

Anche l’attenzione all’ambiente è un principio fondante: oltre il 70% del territorio è coperto da foreste, e il Bhutan è tra i pochi Paesi al mondo con un bilancio di carbonio negativo. “Potremmo arricchirci tagliando alberi o facendo estrazioni minerarie, ma non vogliamo. Il nostro Re non lo vuole, e il popolo lo sostiene”, ha sottolineato, evidenziando come il rispetto della natura sia parte integrante della felicità nazionale. Anche i visitatori sono chiamati a partecipare a questa etica, rispettando luoghi sacri e ambienti naturali.

E concludendo il suo intervento all’Ecoluxury Fair, Sua Eminenza ha offerto una riflessione personale sulla felicità: “Sono una persona felice con molti problemi. La felicità non è l’assenza di difficoltà, ma la capacità di vivere in equilibrio tra compassione e saggezza. La felicità è responsabilità collettiva”. Rivolgendosi agli operatori del turismo sostenibile, ha aggiunto: “Non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare noi stessi. Se ognuno di noi cambia anche solo un po’, una parte del mondo cambierà con noi”.