Tutti i segreti di Klimt grazie alle impalcature dei restauri in corso, gli impressionisti francesi al Belvedere, Marina Abramovi? e la sua prima retrospettiva austriaca all’Albertina Museum. Ma anche una caccia al tesoro digitale, l’esperienza da direttore d’orchestra virtuale e un corso di valzer al ritmo in tre/quarti simbolo della città.

Il valzer, Sissi, i palazzi imperiali, l’oro di Klimt e i caffè popolati di sacher torte. Basta shakerare e l’incanto della città più imperiale d’Europa è fatto. Ma Vienna si libererà mai di tutto questo splendore austroungarico? Forse, ma non nel 2025, l’anno del 200° anniversario della nascita di Johann Strauss figlio, che in questi giorni sta facendo della capitale austriaca un incredibile palcoscenico di appuntamenti, tra concerti speciali dedicati al suo repertorio, mostre tematiche che hanno ripercorso la sua vita e le sue opere, e l’apertura di nuovi spazi culturali in suo onore. Anche una Strauss Waltz Challenge, una caccia al tesoro digitale che attraversa la città, che include un quiz su Johann Strauss e una sfida di realtà aumentata in cui ci si potrà mettere alla prova affinando le abilità di ballerini di valzer con lo smartphone.

Quindi, anche se Vienna è ormai all’avanguardia per la street art e per il design, e famosa per le vigne di quartiere poco lontane dal centro città, per l’autunno 2025 il suo splendore classico rimane l’attrattiva maggiore potendo contare su alcuni appuntamenti imperdibili che andranno ad arricchire il classico carnet di visita della Vienna imperiale, tra musei, gallerie, la classica Wiener Schnitzel, birra e cioccolata.

Klimt, tutti i segreti dei suoi dipinti grazie al restauro

Klimt e Vienna sono quasi sinonimi: è praticamente impossibile viaggiare nella capitale austriaca senza imbattersi nel genio luminoso di questo artista. Seguire le tracce di Gustav Klimt e della sua arte vi porterà sicuramente al Belvedere, che con 24 dipinti possiede la sua più grande e importante collezione al mondo, tra cui anche Il bacio più famoso della storia dell’arte. Ma vi porterà anche al Museo Leopold sulle tracce di Morte e Vita, assieme a molte altre opere dell’artista. E certamente vi condurrà fino allo splendido palazzo de La Secessione di Vienna, riconoscibile per la sua cupola luccicante, per ammirare l’incredibile ciclo di immagini che costituiscono Il Fregio di Beethoven, dedicato alla nona sinfonia del compositore (che si può anche ascoltare gratuitamente in cuffia mentre si ammirano i dipinti).

 

Vienna, immagine aerea
Vienna, immagine aerea 

 

Ma per chi arriva a Vienna in questi giorni c’è un’altra occasione davvero imperdibile: la possibilità di ammirare da vicino, grazie ad un ponteggio per i lavori di ristrutturazione, il più grande affresco di Gustav Klimt: i 30 metri quadrati de Il Teatro a Taormina, che l’artista realizzò con il fratello Ernst e il pittore storico Franz Matsch per decorare le due scalinate del Burgtheater (uno dei teatri di prosa più antichi ancora esistenti e uno dei più grandi d’Europa) tra il 1886 e il 1888. Le visite guidate esclusive (da ottobre 2025 a giugno 2026, massimo dieci partecipanti) iniziano sulla Kaiserstiege, la scalinata imperiale, sul lato destro del teatro. Qui è possibile ammirare i dipinti del soffitto, recentemente restaurati, dalla scalinata d’onore Feststiege. Si prosegue poi nel cosiddetto Angelika Prokopp Foyer, dove sono esposti i disegni originali di Klimt. Il momento clou è la salita sull’impalcatura costruita per i lavori di ristrutturazione presso la scala sul lato sinistro del teatro in occasione dei 250 anni del Burgtheater.

Impressionismo francese al Belvedere

Al Belvedere, il palazzo estivo del principe Eugenio di Savoia e fiore all’occhiello dell’architettura barocca della città, si va per tanti, tantissimi motivi. Perché è un’oasi di bellezza, con i suoi giardini e le fontane scroscianti; perché non si resiste alla tentazione di ammirare Il bacio di Klimt (ma anche la meraviglia de L’abbraccio di Egon Schiele); per lo skyline della città che si può ammirare dalla terrazza (incluso strepitoso tramonto) e ovviamente per la collezione d’arte che spazia da Van Gogh a Munch, passando per Rodin e Degas.

 

Vienna State Opera / © WienTourismus/Christian Stemper
Vienna State Opera 

 

Dal 25 settembre, però, al Belvedere si può andare anche per non lasciarsi scappare Cézanne, Monet, Renoir. Impressionismo francese dal Museo Langmatt, un’esposizione temporanea (fino all’8 febbraio 2026) di una selezione di opere, a cura di Alexander Klee, provenienti dalla collezione del Museo Langmatt, una delle più antiche e ricche collezioni private di impressionismo francese in Svizzera creata da Jenny e Sidney Brown, che comprende Paul Cézanne, Claude Monet, Camille Pissaro. Auguste Renoir e Camille Corot.

Marina Abramovi?, la prima retrospettiva austriaca

Anche il contemporaneo trova spazio a Vienna in questo ultimo scorcio di anno con la prima grande retrospettiva di Marina Abramovi? in Austria. La mostra è organizzata dal Bank Austria Kunstforum Wien e dalla Royal Academy of Arts di Londra, è all’Albertina Modern dal 10 ottobre 2025 e proseguirà fino al 1° marzo 2026 in un progetto espositivo creato dall’artista. Ogni sala dell’esposizione è dedicata ad uno dei tanti temi trattati negli anni dalla poliedrica artista e performer serba: la partecipazione, il comunismo, i limiti del corpo, l’energia della natura e l’illuminazione.

 

Stadpark, WienTourismus/Julius Hirtzberger
Stadpark, Wien

 

In mostra i primi lavori creati a Belgrado, le prime performance da solista, la sua collaborazione con Ulay e le leggendarie performance congiunte, gli Oggetti Transitori per Uso Umano, che invitavano alla partecipazione e che segnano l’inizio della sua seconda carriera da solista, la spettacolare performance Balkan Baroque, per la quale ricevette un Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1997, oltre a opere video e scultoree più recenti. Esposta anche la sua installazione Four Crosses del 2019.

Gli appuntamenti dell’anno di Strauss

Vienna per tutto il 2025 ha celebrato il 200° anniversario della nascita del re del valzer Johann Strauss con un programma che ha unito la tradizione musicale classica all’arte contemporanea, dal circo alla sala da concerto, dai classici dell’operetta alla sfida di danza digitale. Si continuerà così fino alla fine dell’anno con un programma ricco e in continua evoluzione ma si devono tenere presenti anche alcuni appuntamenti assolutamente inconsueti come la possibilità di dirigere il valzer Sul bel Danubio blu in veste di “Direttore Virtuale” al Museo dei Suono e di immergersi nel mondo di Strauss con l’esperienza multimediale “Johann Strauss”. Senza dimenticare l’occasione unica di partecipare ad una caccia al tesoro digitale che attraversa la città sulle tracce di quel che resta di Strauss e del suo inimitabile valzer o di sfidarsi con un corso di valzer, anche giornaliero, per tornare in Italia al famoso ritmo in tre/quarti simbolo non solo di una città ma di un popolo intero.

 

Veduta_© WienTourismus/Christian Stempe
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