I segreti di una regione relativamente poco turistica e di confine e delle sue due città più importanti.

C’è una regione della Francia tutta da scoprire per i turisti italiani. Nel Nord-Est del Paese, un po’ fuori dei grandi itinerari che portano dall’Italia verso Parigi, la Lorena è una tappa ideale nel percorso in macchina verso Belgio e Olanda. E’ una regione dalla storia variegata, fin dall’epoca romana crocevia i popoli che hanno lasciato testimonianze artistiche, culturali e finanche gastronomiche che oggi si fondono armoniosamente nei caratteri peculiari delle sue città più rappresentative.

Le origini di Metz

Di origini celtiche e poi roccaforte romana, Metz sorse alla confluenza della Mosella con il fiume Seille. A quell’epoca risalgono le prime mura cittadine, sostituite nel XIII secolo da un’imponente cinta medioevale di 7 chilometri con 38 torri e 18 porte, demolita a inizio ‘900 per creare i nuovi viali intorno al centro: ne resta una piccola parte e la monumentale Porte des Allemands.

 

 

Nel Medioevo fu città libera dell’Impero: in quell’epoca, nel 1220, Metz avviò la costruzione di una delle più grandi cattedrali gotiche d’Europa. Il completamento richiese ben tre secoli di lavori, ma oggi Santo Stefano è famosa per i muri di luce delle sue preziose vetrate originali, realizzate dai maestri vetrai lorenesi dal XIV al XVI secolo; colpisce anche per il fascinoso accostamento di audaci vetrate moderne, disegnate da Marc Chagall. La città ha una storia di centro amministrativo francese all’incrocio di numerose strade militari: la sua importanza difensiva aumentò con la cinquecentesca Cittadella, di cui resta il palazzo del Governatore e un edificio oggi trasformato in hotel. Tra il 1871 e la fine della prima guerra mondiale appartenne all’Impero tedesco i cui grandi edifici neo-romanici tipici dell’epoca, tra cui una spettacolare stazione ferroviaria, si alternano con edifici francesi in stile Art Nouveau nei quartieri a ridosso del centro storico.

Da Chagall al Pompidou

Negli ultimi anni la città ha valorizzato la sua vocazione turistica, legata soprattutto all’arte e alla musica, con l’inaugurazione del Centre Pompidou-Metz dedicato a mostre di arte moderna e contemporanea collegate con l’omonima e notissima istituzione parigina, che proprio qui sta trasferendo molte sue delle opere più importanti in vista del lungo periodo di chiusura per lavori a partire da quest’estate, un’occasione in più per visitare Metz nel 2025.

 

 

Distante appena una cinquantina di chilometri, Nancy ha una storia completamente diversa che nasce nell’XI secolo, quando divenne capitale del ducato di Lorena. Il suo centro storico antico è ricco di dimore nobiliari medioevali e rinascimentali, i cosiddetti hotel particuliers. E’ del 1502 il Palazzo Ducale, dalla bella facciata con finestre crociate, doccioni, balconcini traforati e uno splendido portale gotico-fiammeggiante sormontato da una statua equestre, adiacente all’Église des Cordeliers, mausoleo di famiglia con toccanti sculture rinascimentali e sarcofagi dei duchi finemente scolpiti.

Le dinastie del Settecento

La fortuna di questa città è legata però a questioni dinastiche: il duca Francesco, imparentato agli Asburgo-Lorena e con Maria Teresa d’Austria, abbandonò Nancy per diventare granduca di Toscana. Allora il re di Francia Luigi XV nel 1737 assegnò il ducato vacante a suo suocero Stanislao Leszczy?ski, già sovrano polacco spodestato, che lo resse per trent’anni fino alla morte. Sotto il suo governo Nancy conobbe un periodo di grande sviluppo e prosperità con la realizzazione della celebre Place Stanislas, ancora oggi considerata tra le più belle in Europa e patrimonio mondiale dall’UNESCO.

Capolavoro dell’architettura barocca settecentesca dell’architetto Emmanuel Héré, la piazza è chiusa fra maestosi edifici simmetrici tutti allacciati l’un l’altro da cancellate in ferro battuto nere e dorate, che racchiudono agli angoli settentrionali le due fontane di Anfitrite e di Nettuno.

 

 

Delimitano la piazza sui lati lunghi opposti il municipio e l’arco di trionfo in onore di Luigi XV: Stanislao è ricordato da una statua al centro della piazza, rivolta in direzione di Parigi. Nei ristorantini delle vie intorno si possono assaporare gusti che ripercorrono piatti dei tempi del duca, soprattutto i dessert di corte come il macaron alla nocciola, la mousse di cioccolato e spuma di caffè, la tartelette al bergamotto meringato, o il celebre babà al Tockaj con spuma di zafferano, la cui ricetta risale allo chef polacco che lavorava per Stanislao e che portò il dolce a Parigi, dove ottenne un successo immediato.

La storia di Nancy

Un altro momento importante nella storia di Nancy fu il periodo di occupazione tedesca di Metz e dell’Alsazia, che stimolò un nuovo periodo di crescita economica e culturale perché diede rifugio a industriali e intellettuali di fede francese che qui si trasferirono per fondare nel 1901 la celebre Scuola di Nancy, culla dell’Art Nouveau, punto di incontro tra discipline differenti oggi visibili in un grande museo che celebra l’arte e l’artigianato di questo movimento artistico e decorativo, molto in auge negli anni precedenti la prima guerra mondiale. Ispirati ai fiori e allo studio della natura della Lorena per estrarre elementi utili alle creazioni artistiche, i principali interpreti della Scuola furono Émile Gallé, i fratelli Daum, Victor Prouvé, Eugène Vallin e Louis Majorelle, di cui si può visitare l’eccentrica villa costruita integrando la progettazione dell’edificio, delle vetrate, dei mobili, degli arredi e della decorazione: un’appassionante full immersion nello stile dell’epoca.