Il verde non è soltanto un colore. Nell’Irlanda occidentale diventa una presenza costante, quasi ipnotica.
Il verde non è soltanto un colore. Nell’Irlanda occidentale diventa una presenza costante, quasi ipnotica. Ricopre colline e montagne, si specchia nei laghi, accompagna ogni curva delle strade strette dove imparare a guidare a sinistra è una piccola avventura quotidiana. Poi, all’improvviso, lascia spazio all’Atlantico: un’onda impetuosa che scolpisce scogliere vertiginose, lambisce spiagge bianche e si insinua nell’unico vero fiordo del Paese.

È un’Irlanda diversa da quella di Dublino, più silenziosa, dove il rumore del traffico è sostituito da quello del vento e l’inquinamento acustico sembra un ricordo lontano. Un luogo che non si visita soltanto: si respira. Galway è la base ideale per esplorare questo angolo d’isola. Vivace senza essere caotica, accoglie il viaggiatore con le vie medievali, la chiesa di St. Nicholas, la cattedrale e soprattutto con i pub dove le musiche tradizionali e quelle moderne accompagnano ogni serata. Da qui partono alcuni degli itinerari più spettacolari d’Irlanda. Verso nord, il paesaggio cambia continuamente. La Ross Errilly Friary regala un viaggio nel XIV secolo, in un convento francescano ormai a cielo aperto ma perfettamente sostenuto da fondamenta solide. Anche la vicina abbazia di Cong, riporta indietro di secoli: qui si aggiunge il gusto di rivivere i luoghi della celebre pellicola con protagonista John Wayne, «Un uomo tranquillo».
Ma è il Connemara a rappresentare l’anima più autentica dell’ovest irlandese. Le montagne sembrano emergere direttamente dall’acqua, le brughiere si alternano a laghi e pascoli, i muretti in pietra dividono campi popolati da pecore che spesso hanno la precedenza sulle automobili. Il tratto tra Leenane e il Killary Harbour vale da solo il viaggio: si tratta dell’unico fiordo d’Irlanda e si allunga per sedici chilometri tra pareti montuose, regalando una delle strade panoramiche più belle del Paese. Poco più avanti compare la romantica Kylemore Abbey, riflessa nelle acque del lago ai piedi delle Twelve Bens, mentre Clifden, considerata la capitale del Connemara, invita a rallentare il passo. Ancora qualche chilometro e il paesaggio sorprende di nuovo: Dog’s Bay, con la sua sabbia chiarissima composta da frammenti di conchiglie, sembra appartenere ai Caraibi più che al Nord Europa (ovviamente meteo permettendo).
L’altra giornata imperdibile conduce nel Burren, un territorio quasi lunare dove il calcare affiora ovunque creando un paesaggio unico, riconosciuto dall’Unesco come Geoparco mondiale. Tappa fissa durante questa sezione di viaggio è il Poulnabrone Dolmen, testimone di oltre cinquemila anni di storia. Pochi chilometri più a ovest, le Cliffs of Moher lasciano senza parole. Le pareti di roccia si innalzano fino a oltre duecento metri sopra l’Atlantico e si estendono per circa quattordici chilometri, in uno degli scenari naturali più iconici d’Irlanda.
Non esiste fotografia capace di restituire la forza del vento, il rumore delle onde che si confonde con quello delle pulcinelle di mare e il senso di immensità che si prova affacciandosi sull’oceano. E se vogliamo parlare di spiagge, una tappa obbligata è Fanore Beach, tra le più affascinanti della costa nordoccidentale del County Clare. Una spettacolare distesa di sabbia dorata molto amata dai surfisti. Anche l’entroterra custodisce autentici tesori. Lungo il corso dello Shannon si incontrano la suggestiva Clonfert Cathedral, Birr Castle con il Leviatano di Parsonstown (un enorme telescopio riflettore) e l’antico sito monastico di Clonmacnoise, fondato nel VI secolo, dove croci celtiche, torri e rovine raccontano le radici spirituali dell’Irlanda. Quando arriva il momento di riprendere la strada verso Dublino, resta la sensazione di lasciare un mondo sospeso tra storia e natura. Perché l’Irlanda occidentale non conquista con monumenti grandiosi o città frenetiche ma con qualcosa di molto più raro: il privilegio del silenzio, la potenza dei suoi paesaggi e la capacità di ricordare quanto possa essere straordinaria la semplicità.