Genova non è solo ciò che vedi. Perché nessuna fotografia rende la sua completezza. E bellezza. Ha troppi vicoli, spigoli, troppe curve, troppe ombre, troppa luce. È impossibile da inquadrare. Si svela e seduce lentamente come una danzatrice in movimento. E ogni volta stupisce chi non la conosceva. Come i reporter di viaggio del New York Times che l’hanno incoronata l’unica grande citta’ Italiana tra le destinazioni da non perdere. Genova dunque s’illumina di bello e funzionale in quest’anno di anniversari, anteprime e novità fra il dire e il fare. Per quasi otto secoli è stata una delle potenze marittime e commerciali più influenti del pianeta, una “superba” che guardava il mondo dall’alto delle sue galee.

Eppure, nel moderno immaginario turistico, Genova è rimasta a lungo un segreto ben custodito, eclissata dal richiamo magnetico di Firenze, Venezia, Roma. Perché non si concede facilmente al primo sguardo, eppure custodisce tesori che non temono confronti.

 

Lanterna
Lanterna 

 

Non a caso il Financial Times l’ha definita la “gemma segreta d’Italia” a conferma che finalmente venga apprezzata (e svelata) a livello internazionale. Conferma dimostrata in questi giorni dai numeri dei visitatori stranieri entrati finora al Palazzo Ducale per la mostra Van Dyck l’europeo appena inaugurata, una retrospettiva ambiziosa che, fino al 19 luglio, ripercorre il legame profondo tra la capitale ligure e il genio di Anversa che vi sbarcò giovane, nell’ottobre del 1621, seguendo le orme del maestro Rubens e trovò una città all’apice del potere economico. Genova, infatti, era allora la banca d’Europa: i banchieri genovesi finanziavano la corona spagnola e le spedizioni nelle Americhe. Van Dyck ne divenne il ritrattista ufficiale, immortalando le famiglie Spinola, Doria e Lomellini con uno stile nuovo, fatto di sagome slanciate ed espressioni solenni che ancora oggi brillano nelle sale dei Musei di Strada Nuova e visitare la mostra significa immergersi in quel Siglo de los genoveses (1528-1627, il secolo d’oro dei genovesi) in cui il denaro si trasformava in arte.

I segreti dei caruggi

 

Centro storico e Via Garibaldi (I. Murtas)
Centro storico e Via Garibaldi 

 

Ma Genova non è solo fasto nobiliare. La sua vera essenza pulsa nei caruggi, il labirinto di viuzze medievale più vasto d’Europa. Qui la magnificenza si mescola alla vita di strada, tra panni stesi, facciate scrostate dal salmastro e botteghe che sembrano ferme all’Ottocento. È un’esperienza sensoriale che passa per il gusto: l’odore del basilico del pesto pestato al mortaio si fonde con quello della focaccia alta e unta al punto giusto e della farinata di ceci. Per i palati più raffinati, le Botteghe Storiche sono tappe obbligate: dalla Confetteria Pietro Romanengo (attiva dal 1814), dove si gustano frutti canditi e violette ammantate di zucchero, alla Fabbrica di Cioccolato Viganotti, dove le praline vengono ancora create con macchinari d’epoca in un’atmosfera sospesa nel tempo, fino alla Trattoria del Bruxaboschi di San Desiderio, fondata nel 1862 da Giovanni Battista Peirano — detto il “Bruxaboschi” per la sua velocità quasi birichina — dove la famiglia accoglie da cinque generazioni all’ombra del secolare ippocastano mentre nelle credenze il vasellame Richard-Ginori originale è pronto ad accogliere i sapori di una Genova che non tramonta mai.

 

Forte Diamante (foto Orobie)
Forte Diamante  

 

Quest’anno ricorre il ventennale Unesco dei Palazzi dei Rolli, le sontuose dimore che la Repubblica di Genova, in mancanza di una reggia, utilizzava per ospitare dignitari e monarchi in visita tramite un sistema di sorteggio. Un sistema illuminato, nato nel 1576, che comprendeva 163 palazzi, di cui 42 oggi classificati come siti Unesco, che costituisce il primo modello di ospitalità diffusa di Stato: un meccanismo burocratico a sorteggio che obbligava le famiglie nobiliari più ricche a ospitare le visite di Stato per conto della Repubblica. La magnificenza degli interni non serviva solo al prestigio della casata, ma alla dignità dell’intera realtà di fronte a papi, re e imperatori. Camminare lungo via Garibaldi (la storica Strada Nuova) dove si affacciano appunto i Palazzi dei Rolli permette di esplorare interni incredibili: Palazzo Rosso con la sua facciata inconfondibile, conserva arredi originali e una quadreria mozzafiato, il Palazzo Bianco, custode della pittura europea, dove brilla l’indimenticabile Ecce Homo di Caravaggio, Palazzo Doria-Tursi è attualmente la sede del comune ma anche scrigno del Cannone, il leggendario violino di Niccolò Paganini.

 

Chiostro di Sant'Andrea (Fabio Bussalino)
Chiostro di Sant’Andrea 

 

Inevitabile Boccadasse

Ma nessun viaggio a Genova sarebbe completo senza visitare Boccadasse, l’incantevole antico villaggio di pescatori a due passi dal centro storico. Uscendo dal cuore di Genova, infatti, si alza il sipario su altri palcoscenici incantevoli e su una natura indomita che si sviluppano più in verticale che in orizzontale. Alle spalle del mare ecco il Parco delle Mura, che custodisce la cinta muraria più lunga d’Europa, la seconda al mondo dopo la Grande Muraglia Cinese. Per gli amanti dell’outdoor, partendo dal Righi tramite la storica funicolare, ci si immerge in 600 ettari di boschi e praterie: sentieri spettacolari collegano il Forte Sperone, il maestoso Forte Diamante (posto a 667 metri di altezza) e il panoramico Forte Puin. È un regno per trekker e biker che offre viste che spaziano dalle vette appenniniche innevate al blu infinito del mar Ligure.

 

Truogoli di Santa Brigida. Alessandro Falcone
Truogoli di Santa Brigida. 

 

Per prendere in considerazione l’idea di andare più lontano verso gli altri bellissimi villaggi di pescatori lungo la costa fino a Portofino. Fra gli altri must meno noti che valgono il viaggio, l’Acquedotto Storico: una via dell’acqua pianeggiante che attraversa la vallata, superando fossi con ponti-sifone monumentali, perfetta per una passeggiata rigenerante fuori dal caos urbano. Per un’esperienza sostenibile e suggestiva il trenino di Casella, ferrovia storica a scartamento ridotto che si inerpica tra i monti, offrendo scorci da cartolina e un modo romantico per raggiungere i sentieri dell’entroterra.

 

Palazzo Imperiale. Salone (C. A: Alessi)
Palazzo Imperiale. Salone 

 

La matita di Renzo Piano

Ma l’anima più profonda di Genova è nel suo orizzonte, uno sguardo che scavalca il Mediterraneo per puntare dritto all’oceano. Un legame viscerale che prende vita tra le sale del Galata Museo del Mare, dove la storia di Cristoforo Colombo e l’epoca d’oro dei transatlantici si intrecciano in un percorso d’avanguardia. Avanguardia che approda nella nuova Genova di domani che porta ancora una volta la firma di Renzo Piano: dopo la rivoluzione del Porto Antico, il 2026 segnerà il debutto del Waterfront di Levante, un progetto urbanistico straordinario che ridisegna la costa in un’unica spettacolare passeggiata capace di unire il centro pulsante di fashion, food e residenze di pregio alla sostenibilità più vera, con spazi verdi e piste ciclabili. Un masterplan che ha riportato l’acqua in città abbattendo i confini fra terra e mare, opera di estrema sostenibilità, basata su scambi termici con l’acqua marina e alimentata da pannelli fotovoltaici che trasformano aree industriali in canali navigabili e parchi urbani. Un’altra eccellenza genovese da scoprire. Per essere ancora di più una città Superba.

 

Nervi. Porticciolo (Matteo Niccolai)
Nervi. Porticciolo