Cammini DiVini: dall’Abbazia di Valvisciolo alla Basilica di San Flaviano, un viaggio lento per riscoprire luoghi di fede e tesori meno conosciuti della regione. Cinque itinerari che attraversano le province del Lazio, intrecciando spiritualità, storia, paesaggi e tradizioni enogastronomiche.

Ci sono territori che si raccontano meglio a passo lento, seguendo antiche strade percorse per secoli da pellegrini, monaci e viaggiatori. Il Lazio è uno di questi: una regione in cui monasteri arroccati, abbazie immerse nella campagna e borghi ricchi di storia compongono una trama di itinerari che unisce spiritualità, natura e cultura del gusto.

 

Chiostro dell'Abbazia di Valvisciolo
Chiostro dell’Abbazia di Valvisciolo 

 

Cammini DiVini, il progetto promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, dal 31 ottobre al 28 novembre 2026, valorizza proprio questa vocazione e lo fa con cinque appuntamenti, uno per ciascun territorio provinciale, in cui i visitatori -prenotandosi attraverso il sito ufficiale della manifestazione – potranno andare gratuitamente alla scoperta di luoghi simbolo della tradizione religiosa e di percorsi storici. È un turismo lento e fuori stagione, alla ricerca di sapori e odori autunnali, senza fretta. Dedicato soprattutto a chi ama viaggiare a piedi.

Accanto alle visite ai complessi religiosi e alle passeggiate guidate, il progetto propone un percorso enogastronomico dedicato ai vini monastici e alle produzioni vitivinicole regionali. I banchi d’assaggio saranno curati da sommelier professionisti e vedranno la partecipazione dei produttori locali, offrendo l’opportunità di approfondire caratteristiche, tecniche di produzione e legami tra vino e territorio. Il vino, in questo contesto, non è soltanto un prodotto da degustare, ma una chiave di lettura della storia agricola e culturale del Lazio. In molti territori la coltivazione della vite ha accompagnato per secoli la vita delle comunità religiose e rurali, contribuendo a definire paesaggi e tradizioni che ancora oggi caratterizzano l’identità locale.

Sermoneta e l’Abbazia di Valvisciolo: sulle tracce della Via Francigena del Sud

Il primo itinerario di Cammini DiVini – sabato 31 ottobre, Provincia di Latina – prende il via dall’Abbazia di Valvisciolo, nel territorio di Sermoneta, ai margini dei Monti Lepini e a breve distanza dalla pianura pontina. Il complesso monastico, legato alla tradizione cistercense, rappresenta una delle testimonianze più suggestive dell’architettura religiosa medievale del Lazio. La sua essenzialità architettonica, fatta di pietra, archi e spazi raccolti, riflette l’ideale di sobrietà proprio della spiritualità cistercense. Una chiesa e un chiostro che invitano a rallentare, e un itinerario che prosegue lungo la Via Francigena del Sud, ripercorrendo idealmente il grande cammino dei pellegrini verso Roma e, più a sud, verso i porti d’imbarco per la Terra Santa. La visita dell’Abbazia di Valvisciolo si completa con l’arrivo a Sermoneta, uno dei borghi medievali meglio conservati della zona, dominato dal Castello Caetani: vicoli in pietra, scorci panoramici e architetture storiche sono la sua cifra stilistica. Sul fronte gastronomico, la provincia di Latina racconta una tradizione agricola ricca e diversificata: dall’olio extravergine d’oliva alle produzioni ortofrutticole dell’Agro Pontino, fino ai formaggi e ai vini del territorio. Un patrimonio che ben si presta a completare la giornata con un’esperienza di degustazione.

 

Santa Scolastica
Santa Scolastica 

 

Farfa, un monastero millenario nel cuore della Sabina

La seconda tappa – sabato 7 novembre, Provincia di Rieti – conduce all’Abbazia di Farfa, nel comune di Fara in Sabina, uno dei grandi centri monastici del Lazio e un luogo che per secoli ha esercitato un’influenza religiosa, culturale ed economica ben oltre i confini della Sabina. Le origini del monastero risalgono all’alto Medioevo e nel corso dei secoli, Farfa divenne un punto di riferimento per la vita religiosa e per l’organizzazione del territorio, contribuendo alla diffusione della cultura e alla crescita delle attività agricole. Ancora oggi il complesso conserva un’atmosfera raccolta, con la basilica, gli ambienti monastici e gli edifici che si affacciano sulle vie del piccolo borgo. La visita permette di leggere nelle architetture le diverse epoche che hanno segnato la storia dell’abbazia, mentre il paesaggio circostante è dominato dalle colline sabine, dagli uliveti e dai campi coltivati.

Il percorso si lega alla variante di Farfa della Via di Francesco, una rete di itinerari che richiama la figura del santo di Assisi e la sua relazione con i paesaggi dell’Italia centrale. La Sabina è inoltre una delle aree olivicole più rappresentative del Lazio. Il suo prodotto simbolo è l’olio extravergine Sabina DOP, espressione di una tradizione produttiva antica. Accanto all’olio, meritano attenzione le specialità della cucina locale, legate alla stagionalità e alla valorizzazione delle materie prime. Farfa si presta quindi a un’esperienza che unisce patrimonio religioso, cammino e cultura gastronomica, mostrando come la storia di un monastero possa essere letta anche attraverso il paesaggio agricolo che lo circonda.

Montecassino, la grande storia del monachesimo europeo

La terza tappa – sabato 14 novembre, Provincia di Frosinone – raggiunge l’Abbazia di Montecassino, uno dei luoghi più emblematici della storia religiosa europea. Fondata da San Benedetto da Norcia intorno al 529, l’abbazia è considerata la culla del monachesimo occidentale e il luogo in cui prese forma la Regola benedettina, destinata a influenzare profondamente la vita monastica in Europa. Nel corso dei secoli il complesso, sulla sommità del monte, che domina Cassino e la valle circostante, ha attraversato distruzioni e ricostruzioni, diventando anche un simbolo della capacità di conservare e rinnovare la memoria storica. Il capitolo più drammatico della sua vicenda recente è legato alla Seconda guerra mondiale. Nel febbraio 1944 l’abbazia fu distrutta dai bombardamenti alleati durante la battaglia di Montecassino. La ricostruzione successiva, condotta rispettando per quanto possibile l’impianto precedente, ha restituito al complesso gran parte della sua imponenza architettonica.

Il cammino collegato all’appuntamento è quello del Cammino di San Benedetto, un itinerario che attraversa luoghi fondamentali nella vita del santo, collegando Norcia, Subiaco e Montecassino attraverso paesaggi appenninici, borghi e testimonianze della tradizione benedettina. Anche la tavola contribuisce a raccontare questo territorio. La cucina della provincia di Frosinone custodisce sapori legati alla cultura contadina, con paste tradizionali, carni, formaggi e prodotti agricoli locali. L’area offre inoltre vini e specialità che riflettono la varietà dei paesaggi della Ciociaria, dalle valli alle zone collinari.

Subiaco, dove la spiritualità benedettina incontra la natura

Il quarto appuntamento – sabato 21 novembre – Provincia di Roma – conduce a Subiaco, nella valle dell’Aniene, uno dei luoghi più importanti della storia spirituale del Lazio. Qui San Benedetto scelse di ritirarsi in preghiera all’inizio del VI secolo, vivendo in una grotta prima di dare vita a una comunità monastica destinata a lasciare un segno profondo nella cultura europea. Il Sacro Speco, o Monastero di San Benedetto, è costruito in parte direttamente sulla parete rocciosa del Monte Taleo. Il complesso si sviluppa su più livelli, seguendo la conformazione della montagna, e custodisce ambienti raccolti, cappelle e cicli di affreschi medievali di straordinario interesse. A completare la visita è il Monastero di Santa Scolastica, tradizionalmente legato alla sorella di Benedetto. La sua storia attraversa numerosi secoli e testimonia il ruolo dei monasteri non soltanto come luoghi di preghiera, ma anche come centri di conservazione e trasmissione del sapere. Qui si sviluppò una delle più antiche tradizioni di scrittura e produzione libraria del territorio.

Intorno a Subiaco, la valle dell’Aniene, i boschi e i rilievi circostanti offrono un ambiente in cui la visita culturale può essere affiancata da passeggiate ed escursioni, seguendo itinerari che collegano il patrimonio religioso ai paesaggi appenninici. La tradizione gastronomica locale si inserisce in una cultura di montagna fatta di prodotti genuini e ricette tramandate nel tempo. Formaggi, salumi, paste casalinghe e preparazioni legate alla cucina rurale raccontano il rapporto tra le comunità e il territorio. Le degustazioni dedicate ai vini del Lazio permetteranno inoltre di scoprire come anche la viticoltura contribuisca alla varietà dell’offerta regionale.

Montefiascone e San Flaviano, lungo la Francigena verso Roma

L’ultima tappa di Cammini DiVini, sabato 28 novembre – Provincia di Viterbo – si svolge a Montefiascone, sulle alture che dominano il lago di Bolsena. Qui sorge la Basilica di San Flaviano, un edificio di particolare interesse storico e architettonico, caratterizzato da una struttura su due livelli che riflette le trasformazioni avvenute nel corso dei secoli. La basilica conserva un impianto medievale e testimonia la ricchezza di un territorio che, grazie alla sua posizione lungo le vie di comunicazione dell’Italia centrale, ha accolto pellegrini, viaggiatori e mercanti. Montefiascone è una delle località più significative della Via Francigena, la storica direttrice di pellegrinaggio che attraversa l’Europa per raggiungere Roma. Il percorso ha contribuito nel tempo a mettere in relazione borghi, ospitalità religiosa e attività commerciali, lasciando una rete di testimonianze che ancora oggi caratterizza il territorio della Tuscia.

La cittadina è conosciuta anche per la tradizione vitivinicola e per il vino Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, legato a una delle denominazioni più note del Lazio. Il nome curioso è associato a una leggenda medievale che racconta il viaggio di un prelato tedesco e del suo servitore alla ricerca di buoni vini lungo la strada per Roma. La vicenda, tramandata in diverse versioni, è entrata a far parte dell’identità del luogo. La vicinanza del lago di Bolsena arricchisce ulteriormente l’offerta, con un paesaggio che alterna borghi storici, colline coltivate e scorci d’acqua.