Cosa fare e vedere nella zona più effervescente e dinamica di Londra, “casa” di artisti, cartomanti, nerd e hippies.

Un vibrante microcosmo tra rivoli e bacini, attraversato dal Regent’s Canal, storico corso d’acqua costruito a inizio ‘800 per la movimentazione fluviale delle merci e oggi emblema di East London. Quell’affascinante area della capitale del Regno Unito, che attira a sé i viaggiatori di ogni angolo del mondo, in cerca di quella dinamica creatività che è difficile trovare altrove. Lì, lungo le strade fluviali dove scivolano le caratteristiche “houseboats”, quei barconi a fondo piatto riadattati a residenze, prendono forma le giornate di musicisti, fashion designers e altri artisti, come pure di cartomanti, nerd dell’informatica, hipsters e hippies. Tutti parte di una speciale comunità che anima da sempre il territorio dettando tendenze e rendendolo per tale ragione universalmente attrattivo. Per immergersi in questa atmosfera così unica permeata da inclusività e armonia, evitando trappole per turisti e respirando autenticità, basta seguire alcuni consigli di un insider. A svelare i “must do” da segnare sul taccuino di viaggio è Filippo Caroti, un fotografo romano che vive da 15 anni proprio a East London. Dopo una carriera ventennale nella fotografia di moda e pubblicità, il suo obiettivo, con lo pseudonimo di Paul Artemis, è da tempo rivolto verso performer e personalità legati alle culture alternative. Un lavoro che gli ha permesso di conoscere da vicino la scena creativa indipendente di Londra e i suoi luoghi meno convenzionali. Attraverso questa lente, Filippo condivide alcuni tesori imperdibili e meno noti.

Musica dal vivo e clubbing

Cafe OTO

In vacanza a East London non ci si annoia di certo. Gli appassionati di musica, in particolare, possono davvero soddisfare qualsiasi esigenza. Chi ama i live indie rock e la world music può raggiungere l’EartH di Dalston, una venue dall’atmosfera ruvida ma intimistica, non lontana da un’altra insegna imperdibile: Hackney Empire, vecchio teatro vittoriano che oggi accoglie musicals e concerti: tra le band più famose che ci hanno suonato, si ricordano i King Crimson. Le sonorità jazz, funk & soul sono protagoniste al Troy Bar di Hoxton, mentre per i live jazz di prestigio si va al Vortex di Gillett Square, cuore della comunità giamaicana di Dalston. Una zona multiculturale e vibrante, dove si trova pure il Cafe OTO. Un tempio della musica di avanguardia e sperimentale, tra free jazz ed elettronica, citato anche da Daniel Blumberg nel suo discorso di accettazione del Premio Oscar 2025 per la Miglior Colonna Sonora Originale per “The Brutalist”. Un indirizzo in cui si esibisce regolarmente, tra numerosi altri nomi di caratura mondiale, pure Thurston Moore dei Sonic Youth. I clubbers amano Dalston Superstore, che prende il nome dal quartiere in cui sorge. Un famoso locale LBGTQ+ friendly, per ballare techno, house e disco pop. Non lontano, The Jago propone funk, disco e world music, mentre Ridley Road Market Bar si distingue per le sue serate con dj set e sonorità caraibiche. A Shoreditch è XOYO il tempio della techno e della house, ma è il vicino Village Underground il dancefloor preso d’assalto: il locale sotto i vagoni della metro ha visto esibirsi anche Charlotte Gainsbourg, A$AP Rocky, Alicia Keys e Interpol.

Food market e ristoranti con cucine dal mondo

Broadway Market a pranzo

Mercati di cibo, pure tra gli stand del vintage, ma anche eccellenti ristoranti con le cucine dal mondo, persino in una ex moschea o bagno pubblico riconvertiti. I viaggiatori foodies, per cogliere l’anima più golosa di East London, innanzitutto devono perdersi tra gli stand fumanti dei suoi “Food market”. Indirizzi del gusto, per un boccone etnico da assaporare a Broadway Market, nello storico Ridley Road Market e la domenica a Brick Lane. Uno spot ideale anche per fare shopping vintage tra gli stand e in famosi store specializzati come Beyond Retro e Rokit. Per una pausa a tavola più rilassante, invece, ci si accomoda al ristorante Farang, per apprezzare le portate thai fusion (a Highbury). Ancora: da Perilla, di impronta più europea e da Calong, per piatti coreani fusion (entrambi a Stoke Newington); da SlowBurn, se si vuole mangiare vegetariano (a Walthamstow); da The Laughing Yak, per un ottimo nepalese (a Dalston); da Barge East, per scoprire i sapori della tradizione britannica (a Hackney Wick); Da Terra, un due stelle Michelin con cucina europea (a Bethnal Green).

Le passeggiate a piedi o in bici 

Columbia Road Flower Market

A East London si sale sulla sella di una bici elettrica a noleggio o si cammina per esplorare architetture e aree verdi trascorrendo qualche ora all’aria aperta.

Tra le tappe da segnare c’è Columbia Road Flower Market, un pullulare di banchi traboccanti di peonie, ortensie e dalie, ma pure il Regent’s Canal, da percorrere tra Angel e Hackney Wick; o, ancora, sempre in zona Hackney, il tragitto nel verde di Victoria Park o tra i villini e le altre dimore storiche di De Beauvoir Town (ad Haggerston). Si tratta di un quartiere raffinato sospeso nel tempo, che sembra voler restare in disparte, rispetto alla frenesia di Londra. E se all’interno di Clissold Park ci si rigenera, incontrando anche i cervi (a Stoke Newington), la giornata assume una dimensione quasi contemplativa con la passeggiata “segreta”, stile giardino zen giapponese, a New River Walk (fra Essex Road e St Paul’s Road). Infine, in questo periodo dell’anno, ci si incanta davanti allo spettacolo del foliage autunnale negli Albion Square Gardens tra maestose fronde dalle calde tonalità che rendono magica Haggerston, anche per fermarsi su una panchina a leggere un libro.

 

Le bakery e i birrifici

Il cortile esterno di Forno

Per fare il carico di energie, a East London si va alla bakery (forno). Come The Dusty Knuckle a Dalston (eletta “Best London Bakery” da Time Out 2025), dove si ordinano cinnamon buns e altri dolci tradizionali; o, ancora, E5 Bakehouse (nella “50 Best British Bakeries”), ospitata nei paraggi di London Fields; o anche Forno, una pasticceria italiana che propone invitanti maritozzi con la panna proprio come quelli di Roma (vicino a Broadway Market). Per gli appassionati di pinte, invece, non mancano i birrifici locali di qualità, anche in locations particolari: Forest Road Brewery, ad esempio, è sotto gli archi di una ferrovia (a London Fields). Vale la pena raggiungere poi: Howling Hops, storica craft beer londinese (a Hackney Wick) e 40FT Brewery, birrificio artigianale nello stesso cortile industriale riconvertito di The Dusty Knuckle.

I cocktail bar

The Last Tuesday Society

La mixology, per chi è a caccia di stravaganze, è di scena a The Last Tuesday Society (a Hackney). Un absinthe bar, che sembra uscito da un romanzo ottocentesco del maestro del gotico, Edgar Allan Poe. Al suo interno, al livello meno 1, si visita un piccolo museo degli orrori: “The Viktor Wynd Museum of Curiosities, Fine Art & Natural History” (biglietto a parte). Infine, resta tra le insegne più di tendenza A Bar with Shapes for a Name (è nei “Top 50 Cocktail Bars UK” di Time Out e sorge a Haggerston). Nel suo vicino spin-off “waste re-use” Bauhaus Warehaus vengono riutilizzati i prodotti di scarto dei cocktails del main bar, per produrre drink più economici, ma senza rinunciare alla qualità. Da provare.

La mappa per orientarsi

Il distretto di Canary Wharf

«Il concetto di “East London” (colloquialmente “East End”) è uno spazio mentale, più che geografico – precisa Filippo -. Ne fa parte tutto quello che nasce dalla riqualificazione creativa, vibrante e giovane di quartieri ancora sufficientemente vicini e ben collegati al centro della città. Zone che un tempo avevano destinazione primaria industriale e, o funzione di dormitorio, situate per lo più a nord e a est della City of London». Parliamo quindi di Shoreditch, Hoxton, Haggerston, Dalston, Hackney Wick, Stratford, Clapton, Stoke Newington e Walthamstow. Un discorso a parte meritano i Docklands, ovvero quei distretti che seguono il corso del Tamigi da Tower Bridge verso est. Aree prettamente industriali che, da qualche anno, sono protagoniste di grandi riqualificazioni architettoniche, per nuovi usi. «L’esempio più eclatante – continua il fotografo insider a East London – è il distretto di Canary Wharf, sull’Isle of Dogs. I West India Docks erano il cuore pulsante del commercio fluviale, ma con l’introduzione dei container e delle grandi navi cargo, queste banchine divennero obsolete. La zona rimasta interamente portuale e dormitorio, visse così un continuo declino e abbandono. Oggi invece, grazie a un ambizioso progetto di rigenerazione urbana, è rinata secondo distretto finanziario, il principale “rivale” della City».