Reportage da una Grecia meno conosciuta, adatta anche per i viaggiatori che amano la mezza stagione.

La scena che ci troviamo di fronte passeggiando nel centro del villaggio è questa: i pescatori che rientrano in tarda mattinata nel porticciolo di Elafonisos, attraccano e devono soltanto attraversare la strada per consegnare il pesce alle taverne. Di questo vivono i pochi abitanti dell’isola che si trova a mezzo chilometro dalla costa sud del Peloponneso, nel golfo della Laconia: di pesca, e anche di olivicoltura. Lontano dalla calca e dai luoghi cartolina, Elafonisos è rurale e in parte ancora incontaminata.

 

 

Ben si presta come tappa di un viaggio in Grecia, soprattutto se “on the road” e, perché no, per chi viaggia con bici al seguito. Ci sono spiagge chiare e acque turchesi, con rocce e cedri intorno, e c’è pane per chi vuole esplorare, in particolare la sommersa di Pavlopetri, scoperta nel 1967 da Nicholas Flemming. Un insediamento sprofondato sotto il mare Egeo intorno al 1000 a.C. dopo un terremoto.

 

La cattedrale di Kalamata
La cattedrale di Kalamata 

 

L’isola dove il tempo rallenta

Il villaggio con le sue taverne come Antonis, e il negozio di Pantelina, la “madre” dei dolci tradizionali del posto, dove si assaggiano ottimi amygdalota, è il cuore della piccola isola, 20 chilometri quadrati, popolata solo d’agosto. Il municipio è davanti ai pescherecci e il giovane sindaco, Angelos Tsirigotakis, lavora pure come ginecologo nella vicina cittadina di Neapolis, da dove parte uno dei traghetti per Elafonisos. Su un lungomare che si conclude con la passeggiata verso l’isolotto di Agios Spyridon, con una chiesetta bianca in mezzo al mare che, raccontano sull’isola, è molto richiesta per i matrimoni.Il nome dell’isola rimanda ai cervi che pare un tempo la popolassero. Il turismo si è sviluppato negli anni partendo da un grande campeggio e oggi si sta consolidando con l’apertura di resort come l’Eight Dimensions Capari Suites, a pochi metri dal mare. La spiaggia principale, Simos, è divisa in due da un promontorio che la rende simile una riserva naturale. Sul versante ovest – pochi minuti di macchina di distanza – dalla spiaggia di Kato Nisi (o Panagia) si può seguire ogni sera il sole che tramonta nel mare senza nient’altro attorno, se non distese di sabbia e cespugli.

 

La chiesa di Elafonisos
La chiesa di Elafonisos 

 

Kalamata, tra storia e tradizioni

Rientrati nella Grecia continentale vale la pena una fermata a Kalamata, la capitale della regione della Messenia, da dove partono anche voli diretti per l’Italia. Il panorama cambia, del resto è il secondo centro più grande del Peloponneso dopo Patrasso, con un porto turistico molto frequentato. Famosa in tutto il mondo per la produzione delle olive, dalla tipica forma un po’ allungata, Kalamata è un’ottima base di partenza per visitare il Peloponneso e le sue spiagge più belle. Ma offre tante attrazioni anche fuori stagione. A cominciare da un centro storico pittoresco, animato da botteghe e ristoranti, come la storica taverna Oinopantopoleion. Ancora più caratteristico il mercato coperto cittadino a pochi passi dal centro, che si dirama da piazza 23 Marzo, la data della liberazione dai turchi nell’anno 1821, celebrata nella piccola chiesetta dei Santi Apostoli. Ben più imponente la cattedrale dell’Ypapanti, costruita in stile bizantino.

A Kalamata non mancano i poli culturali, però merita un cenno in più la particolare la collezione di costumi greci “Victoria G. Karelias“, un museo che raccoglie abiti e gioielli indossati da donne e uomini di ogni regione della Grecia, soprattutto in occasione dei giorni di festa e dei matrimoni. Dai soprabiti delle popolazioni rurali a quelli di mercanti e aristocratici, influenzati dalle popolazioni con cui intrattenevano rapporti commerciali. Un modo diverso per conoscere la storia del paese.

Nell’entroterra del Peloponneso

 

Siti archeologici
Siti archeologici 

 

Come detto, sfruttando Kalamata come base si può girare molto il Peloponneso. A una quarantina di minuti di macchina c’è il sito archeologico dell’Antica Messene, città-stato fondata dopo la prima invasione tebana della regione. Gli scavi sono ancora in corso eppure già oggi servono alcune per visitare il sito. Un percorso che si conclude con la visita a un antico stadio greco, ancora ben conservato, con la palestra per gli atleti ancora riconoscibile. Prima di arrivarci si attraversano l’anfiteatro, intatto in molte sue parti, e l’agorà, dove sono sempre visibili gli spazi del mercato, inclusa una vasca dove venivano conservati i pesci.

 

Villaggio Mikomani
Villaggio Mikomani 

 

Sempre nei dintorni di Kalamata merita una visita il piccolo villaggio di Mikromani, dove il cibo è casereccio (soprattutto a metà luglio, durante la sagra del carciofo) e dove tutto rimanda alla storia della poetessa locale Maria Poliduri, considerata esponente della corrente crepuscolare, scomparsa a 28 anni. A lei è dedicato un murale nella piazza principale. Quando le attrazioni finiscono, rimangono comunque due chilometri e mezzo di lungomare con spiagge Bandiera Blu, bar e ristoranti tra cui spicca la cucina contemporanea di Térma.