La bassa densità abitativa, l’assenza di autostrade ed una storia geologica da oltre 500 milioni di anni che ha impresso nel paesaggio i risultati di antiche collisioni montuose e massicce attività vulcaniche, rendono la Sardegna uno dei luoghi più spettacolari del mondo in cui guidare. Dal sud al nord dell’isola i percorsi asfaltati seguono spesso il naturale andamento del terreno presentando quasi sempre una buona qualità dell’asfalto. Dulcis in fondo, non appena ci si distanzia dalle località balneari più rinomate il traffico scompare acuendo ulteriormente il piacere del viaggio stradale tra acque smeraldine, macchia mediterranea ed impervie alture tappezzate di foreste. Nel loro insieme, le statali e provinciali sarde compongono un reticolo di itinerari lungo quasi 10.000 km: eccone cinque da non perdere.

1. La litoranea Alghero – Bosa

 

 

Lunga circa 50km, la SP105 che diventa in corso d’opera la SP49, corre parallela alle Riviera del Corallo collegando Alghero e Bosa nella costa nord-occidentale dell’isola. L’asfalto non è sempre impeccabile ma la quasi totale assenza di traffico, le curve ben disegnate ed i duplici panorami sul complesso di Montiferru e Mar Tirreno, compensano ampiamente ad un manto stradale occasionalmente accidentato. La strada ha il suo epilogo in prossimità della foce del fiume Temo su cui sorge la colorata Bosa; città regia degli aragonesi, sede delle ottocentesche concerie e del Castello dei Malaspina.

2. La SS125 dalla Costa Rei a Palau

 

 

Incastonata tra mare, arenili, campi arati e pareti di roccia, la leggendaria “orientale sarda” unisce la Costa Rei con Palau. Il tragitto di circa 300km si snoda sul frastagliato versante orientale della Sardegna accarezzando alcuni degli ecosistemi geologicamente più spettacolari dell’isola. Il tratto che attraversa la zona di Dorgali lambendo il metallifero golfo di Orosei vale il viaggio mentre una volta passata la lunga spiaggia di San Teodoro, l’isola di Tavolara accompagna il cambio di paesaggio che da qui in avanti inizia ad acquisire le sfumature cromatiche della Costa Smeralda.

3. La SS133 da Tempio Pausania a San Antonio di Gallura

 

 

Il percorso nel cuore di granito dell’isola parte dal centro storico della “città di pietra” ed appena fuori da Tempio Pausania, la strada si snoda accanto al Massiccio del Monte Limbara con boschi e vette che dominano il territorio circostante. Lo spuntare dei vigneti e delle tondeggianti formazioni rocciose immerse nella vegetazione, sono ulteriori tratti distintivi della Gallura e lungo la via, è possibile visitare il Nuraghe Majori nascosto da una fitta sughereta e famoso per le colonie di “pipistrelli ferri di cavallo”.

4. La SP71 da Piscinni alla Torre di Chia

 

 

Partendo da Piscinni – località punteggiata da fortificazioni risalenti al dominio spagnolo – la SP71 segue il perimetro della costa meridionale per 25 gloriosi chilometri. Serpeggiando tra fitti cespugli di euforbi e le frastagliate penisole, l’asfalto alterna appassionanti sali e scendi da cui si apprezzano magnifici panorami di spiagge cult come Tuerredda, Cala Cipolla, Su Giudeu e Sa Colonia. Superata la Torre di Chia e proseguendo in direzione Santa Margherita di Pula, la svolta sulla SS195 verso Domus de Maria e Teulada conduce nell’arcaico fascino dell’entroterra sardo.

5. La SS389 da Mamoiada a Fonni

L’esperienza verso il paese più alto della Sardegna mette a stretto contatto con le aspre alture barbaricine e le tradizioni agropastorali. La narrativa di Grazia Deledda echeggia nel paesaggio fino ai 1000 metri di quota e dopo le ampie curve tra fitti boschi e pascoli, l’asfalto s’inerpica sui pendii montani offrendo vedute privilegiate sul massiccio del Gennargentu e sulla valle sottostante. Volendo ampliare il percorso, le tappe di Orgosolo dipinta dai murales sociali ed Ottana (patria delle maschere di Boes e Merdules che ad ogni carnevale animano la festa paesana rappresentando lo scontro tra uomo e natura) raccontano la quintessenza della Barbagia.