Le zone umide sono microecosistemi ognuno a sé stante, polmoni di canali e canneti dove sopravvivono forme di vita rarissime e tradizioni locali.

Mondi in bilico tra acqua dolce e salata, ecosistemi dove la terra si arrende al mare. Nelle lagune la vita si manifesta con paesaggi magnetici, tra centinaia di specie animali e vegetali legate a un ecosistema delicato e fragile, e per questo carico di poesia. In un mondo al collasso dal punto di vista ambientale e non solo, le zone umide sono scrigni di biodiversità e storia, luoghi dove le diversità si fondono dando vita a molto altro. Dalle barene più iconiche – basti pensare alle Laguna di Venezia, custode di una storia millenaria – alle distese più antiche e selvagge, l’Europa mediterranea è piena di questi meravigliosi bacini costieri, polmoni di canali e canneti dove sopravvivono forme di vita rarissime e tradizioni locali. Ve ne raccontiamo alcune in Italia e nei Paesi europei più vicini. Perché ora più che mai è importante valorizzare questi avamposti della sfida climatica di domani.

Laguna di Grado, paradiso di biodiversità in Friuli-Venezia Giulia

Un labirinto di canali, valli di pesca e oltre cento isolotti che custodiscono tradizioni millenarie. Questa è la Laguna di Grado, paradiso di biodiversità in costante evoluzione, incontaminato, che si estende per oltre 16mila ettari di terra e di mare, 32 chilometri compresi tra le foci dell’Isonzo e del Tagliamento. Fino al V secolo d.C. qui c’era la terraferma, poi l’area è stata sommersa e modellata dai sedimenti dell’Isonzo e del Natisone, che hanno creato cordoni litoranei e separato le baie dal mare aperto. Tutta l’area è attraversata, in senso longitudinale, dalla idrovia Litoranea Veneta (già utilizzata dai romani per navigare da Chioggia ad Aquileia), una via d’acqua che collega Venezia con la foce dell’Isonzo e Trieste. Oggi alte e basse maree si alternano ritmicamente garantendo un costante ricambio d’acqua. Mescolandosi con quella dolce dei fiumi, quest’acqua crea un ambiente perfetto per la sopravvivenza di tamerici, olmi, pioppi, ginepri e pini, e naturalmente anche di pesci e di uccelli.

Laguna di Grado, Friuli-Venezia Giulia
Laguna di Grado, Friuli-Venezia Giulia 

Le maree fanno apparire e scomparire dalla vista porzioni di terra (che possono diventare pericolose per i navigatori inesperti) e le barene, ovvero i terreni perennemente emersi e coperti dalla vegetazione, ospitano canaletti e meandri, i ghebbi, mentre le velme – ovvero le porzioni di fondale poco profonde, dove la vegetazione non c’è – emergono con la bassa marea e ospitano molluschi e crostacei. Le isole e gli isolotti, un centinaio, un tempo erano abitati, e oggi su queste “mote” (così vengono chiamati) sorgono i casoni, le tradizionali abitazioni dei pescatori dal tetto piramidale fatto di canne. E infine ci sono le paludi, terre che rimangono sommerse anche durante le maree più basse. Un ecosistema prezioso, non a caso conosciuto come l’ “Isola del Sole”, sospeso tra acqua e cielo, da esplorare con rispetto e amore per la natura.

 

Sulle orme di Hemingway nella Laguna di Caorle, in Veneto

Con il suo paesaggio sospeso, i casoni in canna palustre e l’atmosfera silenziosa, la laguna di Caorle – area naturalistica protetta del Veneto Orientale – è un micromondo in cui si possono ammirare orchidee, la salicornia veneta e il lino delle fate piumoso, e le specie di uccelli migratori e stanziali censiti sono oltre 280. Le escursioni in barca a bordo della motonave “Arcobaleno” e del bragozzo “La Serenissima” sono un’esperienza affascinante, ma la laguna è facilmente esplorabile anche su due ruote, grazie ai tanti punti di noleggio di biciclette elettriche o tradizionali, perfette per attraversare i sentieri che la costeggiano. Tutta l’area è ideale per il birdwatching e Hemingway stesso amava muoversi in queste valli, tanto che è qui che ha tratto ispirazione per il suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Imperdibili gli itinerari letterari dedicati allo scrittore Premio Nobel per la Letteratura. All’interno della laguna, su un’isola costiera situata tra Caorle e Bibione, si trova l’Oasi di Vallevecchia, una riserva naturale di circa 900 ettari che ospita dune sabbiose, pinete e uccelli come l’airone bianco maggiore e il cigno reale. Suggestivi anche i casoni di Caorle, antiche abitazioni dei pescatori costruite con canne palustri e legno, un tempo rifugi stagionali e oggi simbolo della tradizione lagunare. Ogni casone racconta una storia di un legame profondo con la natura, fatto di resilienza e ingegno, di capacità di adattarsi ai ritmi e alle difficoltà.

Zone umide di Capitanata e Laguna di Lesina, Puglia

Le Zone Umide della Capitanata – situate principalmente nella provincia di Foggia, in Puglia – sono uno dei complessi di aree paludose e costiere più importanti d’Italia e del Mediterraneo e ricoprono una superficie di circa 14.110 ettari. Protette come Sito di Interesse Comunitario e Zona Speciale di Conservazione, si estendono lungo il Golfo di Manfredonia e comprendono diverse località chiave, dalla Salina di Margherita di Savoia – la più grande d’Europa, fondamentale per la nidificazione e la sosta di migliaia di uccelli acquatici, tra cui i meravigliosi fenicotteri rosa – all’Oasi Laguna del Re, ai piedi del Gargano, una zona umida costiera di 40 ettari. Presso il Golfo di Manfredonia si estendono anche aree acquitrinose e lagunari che ospitano specie rare di ogni tipo. Molto interessanti dal punto di vista della biodiversità sono i laghi di Lesina e Varano, lagune costiere a nord del promontorio del Gargano.

Laguna di Lesina, Puglia
Laguna di Lesina, Puglia 

La Laguna di Lesina, in particolare, è la seconda più grande dell’Italia meridionale. Lunga 22 km e larga circa 2,5, ha due canali che creano osmosi con l’acqua del mare ed è di fatto un lago basso, perché il massimo dell’altezza è di 1 metro circa, tanto che gli abitanti lo chiamano “il pantano”. Questo soprannome così particolare dimostra quanto l’acqua, soprattutto nelle nostre zone dell’Italia meridionale, venisse vista come un pericolo. L’espressione dialettale degli abitanti del luogo parla da sola: nonostante ci sia il lungo lago, la gente di qui dice arrèt, cioè “dietro il lago”, perché di fatto gli ingressi principali delle case che si adagiavano sul lago erano nella parte interna, proprio perché se il lago si alzava o comunque c’era burrasca – perché anche i laghi soffrono di burrasca – l’ingresso secondario era sul lago e quello principale all’interno. L’imbarcazione tipica del luogo si chiama “sandalo” ed è una barca bassa e lunga che sembra quasi una grande canoa, ideale per dare la possibilità ai pescatori di attraccare ovunque.

 

Il Lago di Lesina e quello di Varano sono molto importanti per il passaggio migratorio degli uccelli: qui c’è un traffico continuo anche di uccelli rari – è stata avvistata addirittura un’aquila siberiana – ed è insomma un luogo ideale per fare birdwatching, anche perché il lago è comodo è basso e navigabile e quindi si presta in modo peculiare a questa attività, soprattutto da settembre a fine novembre. I fenicotteri, prima di passaggio, in questa laguna sono diventati stanziali, anche se poi migrano all’interno del lago durante tutto l’anno. L’area è una meta molto amata soprattutto dal turismo naturalistico anche grazie alla sua vegetazione mediterranea, forse tra le più interessanti al mondo. Il lago è lungo circa 23 km e ospita una macchia mediterranea veramente florida e soprattutto intonsa. La ricettività è cresciuta molto negli ultimi anni e si annoverano almeno 600 posti letto solo nel settore extralberghiero. Tra birdwatching, trekking, pesca turistica e bicicletta le attività da fare non mancano e la zona è molto amata soprattutto dai pescatori di anguille.

Viaggio nella Storia nella Laguna di Posada, Sardegna

La laguna di Posada, lo “Stagno longu”, è una preziosa zona umida della Sardegna a pochi passi dalle spiagge di Posada, uno dei Borghi più belli d’Italia. Parte del Parco Naturale Regionale di Tepilora, una delle aree verdi più grandi e belle dell’Isola, con sentieri che si snodano tra foreste, sorgenti e dune di sabbia, ideali per escursioni di trekking, in bici e a cavallo, offre un ecosistema ricchissimo, ideale per il birdwatching – soprattutto nello stagno di San Giovanni, popolato da cavalieri d’Italia e fenicotteri rosa – e escursioni in kayak o SUP tra la vegetazione mediterranea. Da non perdere le spiagge di su Tiriarzu, Iscraios e Orvile.

 

Laguna di Posada, Sardegna
Laguna di Posada, Sardegna 

Meta ideale per chi desidera immergersi nella natura incontaminata e nella tradizione, con la sua rete di canali e stagni, il delta del Rio Posada è una appendice a valle del Parco Fluviale Regionale di Tepilora, e offre al visitatore naturalista paesaggi naturali unici al mondo, con diverse specie di uccelli che qui trovano le condizioni ideali per nidificare. Il borgo conta tremila abitanti e si arrocca su un colle calcareo, sormontato da un castello; è uno dei luoghi più suggestivi dell’Isola per storia, cultura e paesaggi. La vasta pianura che si domina dalla cima riporta ai tempi antichi, con Nuraghi e Tombe dei Giganti; il Castello della Fava e la Chiesa di Sant’Antonio rimandano al Medio Evo. Una passeggiata attraverso gli stretti e colorati vicoli è d’obbligo, scorci incantevoli in cui il verde della piana e il celeste del mare offrono scenari indimenticabili. Posada è detentrice delle 5 Vele di Legambiente, per la pulizia dei litorali, la salubrità delle acque e il grande lavoro svolto per la conservazione del sistema dunale.

 

L’atmosfera esotica delle Saline di Trapani e Paceco in Sicilia

Nella Sicilia occidentale le rinomate Saline di Trapani e Paceco sono una delle più importanti zone umide costiere a livello internazionale. La loro Storia risale al tempo di Federico II, che subito comprese il potenziale economico e commerciale di questo luogo, imponendo il monopolio di Stato sulla produzione del sale, usato per la conservazione del cibo. Dopo i Normanni, le Saline furono privatizzate dagli Aragonesi, che trasformarono Trapani nel centro europeo più importante per la produzione del sale. L’area oggi è parte della Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco gestita dal WWF e offre quiete e riparo a decine e decine di specie di uccelli migratori. Visitando questo luogo straordinario sia dal punto di vista storico che ambientale si è subito rapiti dalla sua atmosfera “esotica”, con gli antichi mulini a stella (in stile olandese), caratterizzati da sei pale trapezoidali di legno, annoverati fra i dieci più belli d’Europa, e quelli americani, con pale in lamiera zincata. Uno mirabile esempio di riqualificazione di antiche architetture industriali. I mulini a vento pompano l’acqua tra i bacini per macinare il sale. Le saline sono costituite da enormi vasche in cui d’estate, tra canali e passaggi d’acqua, l’acqua marina evapora e il sale cristallizza. Praticare birdwatching nella Riserva di Vendicari, o snorkeling e deep water soloing sulle scogliere frastagliate nell’Area marina protetta Plemmirio, è un’esperienza da non perdere.

Ben 270 specie di uccelli nella Laguna Chiusa a Strunjano in Slovenia

Un gioiello naturalistico unico, incastonato nel cuore del Krajinski park Strunjan (Parco paesaggistico di Strugnano), in Slovenia. La Laguna Chiusa è l’unica sulla costa slovena ed è quindi una zona altamente protetta e ricca di biodiversità, habitat cruciale per uccelli acquatici e specie di mare di ogni tipo. Un luogo creato artificialmente oltre 400 anni fa, separando una parte della baia dal mare aperto tramite una diga, trasformando il tutto in una laguna chiusa, che in dialetto locale è appunto detta Stjuža. Oggi l’area è tutelata dalla Riserva naturale Strugnano Chiusa e fa parte della rete ecologica Natura 2000, il cui scopo principale è preservare gli habitat naturali delle sue oltre 270 specie di uccelli.

Laguna Chiusa, Slovenia
Laguna Chiusa, Slovenia 

La secca si è formata attraverso il depositarsi dei sedimenti del torrente Roja. Dopo la realizzazione della diga, la laguna è rimasta collegata al mare solo attraverso un canale di comunicazione. Non essendo attraversata da correnti d’acqua o mossa da onde di rilievo, il ricambio dell’acqua dipende unicamente dalla bassa e alta marea e, data la sua scarsa profondità (0,5 mt in media), l’acqua si riscalda e raffredda rapidamente. Il Krajinski park Strunjan offre visite guidate che partono dalla laguna per poi esplorare le saline e la vicina falesia. Un paesaggio culturale e naturale unico, caratterizzato da un delicato equilibrio tra intervento umano e natura.

 

Étang de Vaccarès, il cuore selvaggio della Camargue

Tra il blu del Mediterraneo e le paludi del delta del Rodano, nel sud della Francia, si estende una terra magica e selvaggia: la Camargue. Un ecosistema sospeso nel tempo, dove la natura regna sovrana e il cui cuore è la laguna salmastra. Nel Parco Ornitologico del Pont de Gau, migliaia di fenicotteri rosa popolano un luogo dominato dal silenzio. Il simbolo di questa regione è il cavallo bianco della Camargue, che qui vive allo stato brado insieme ai tori neri. I gardians (i cowboy francesi) cavalcano nelle paludi al tramonto e sembrano usciti da un film. A cavallo o in bicicletta lungo le dighe, la Camargue è un regno da sogno da esplorare, magari passando per le Salins de Giraud o le Saline di Aigues-Mortes, dove l’acqua color viola e rosa intenso seduce lo sguardo. Dalle mura di Aigues-Mortes si possono ammirare le saline dall’alto, mentre Saintes-Maries-de-la-Mer, borgo di pescatori affacciato sul mare, è il cuore gitano della regione. La principale e più grande laguna della Camargue è lo Étang de Vaccarès, area umida centrale del Parco Naturale Regionale della Camargue, fatta di paludi, canneti e distese salmastre. La sua bellezza grezza e il suo silenzio interrotto solo dal fruscio del vento – il temuto Mistral – e dal canto degli uccelli fanno da cornice a una delle più grandi colonie di fenicotteri rosa d’Europa, e oltre a loro aironi e garzette.