Tutti conosciamo i più importanti laghi italiani ed europei, specchi d’acqua meravigliosi che tra natura, relax e borghi pittoreschi accolgono migliaia di escursionisti ogni anno e fanno sognare i viaggiatori di tutto il mondo. Ce ne sono però anche tanti molto meno noti che offrono panorami altrettanto da cartolina e un’atmosfera sospesa, ideale per chi cerca un weekend lontano dal turismo di massa. Sceglierli non solo permette di scoprire borghi autentici e tenere in vita la Storia, ma aiuta a ritrovare il benessere psicofisico, perché la calma che offrono è un patrimonio raro. Ecco la nostra selezione. Con uno sguardo oltre confine.

La seconda vita del Lago di Nembia (Trentino)

Il Lago di Nembia, immerso nel Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino, nel territorio della Paganella, si trova a pochi minuti dalle affollate sponde del lago di Molveno ed è una piccola oasi impreziosita dal contrasto tra le rocce, la vegetazione e il turchese delle acque. Perfetto per una vacanza in famiglia (c’è un parco giochi proprio vicino alla riva e l’area è attrezzata per i picnic) ha dimensioni ridotte (400 metri di lunghezza per 120 di larghezza) ed è poco profondo, ma ha una storia complessa alle spalle. A partire dal 1952, la zona subì infatti importanti lavori per il sistema idroelettrico del fiume Sarca, progetto che alterò il sistema idrico naturale: l’originario laghetto fu prosciugato e la sorgente, un ramo sotterraneo dell’emissario del Lago di Molveno, captata per potenziare l’impianto idroelettrico di S. Massenza. Fu anche costruita un’imponente diga. Negli anni successivi, l’area inaridita fu invasa da erbe e cespugli e rimase in stato di abbandono. Nel 1995, Enel avviò un progetto di recupero. La diga fu demolita e il Lago di Nembia ricostituito: il fondo venne scavato e compattato, garantendo un apporto idrico continuo, e il Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento si occupò della rinaturalizzazione delle rive.

Lago di Nembia, Trentino
Lago di Nembia, Trentino 

La collaborazione tra Enelò e Wwf ha portato alla creazione dell’Oasi naturalistica di Nembia. Il percorso didattico di circa 3 km è un invito a esplorare il territorio. Il cammino, interamente pianeggiante, richiede circa un’ora e mezza di tranquilla passeggiata ed è arricchito da pannelli descrittivi. Una curiosità: il lago è balneabile, le sue acque sono cristalline e molto basse (la profondità massima è di pochi metri), ed è quindi sicuro per le famiglie, anche se la temperatura resta piuttosto fredda (circa 12°C).

Il Lago delle Fate sul Monte Rosa (Piemonte)

Il Lago delle Fate, sul versante piemontese del Monte Rosa, è un bel bacino artificiale a circa 1300 metri di altitudine in Val Quarazza, una valle laterale di Macugnaga, ai piedi della parete est del Monte. Famoso per le acque color smeraldo, ha dato vita a leggende su gnomi che raccolgono pietre preziose dalle miniere circostanti per consegnarle alle fate. Piuttosto facili le escursioni da fare nei dintorni, perfette per tutta la famiglia. L’itinerario da Opaco scende lungo una comoda strada sterrata fino alla frazione Isella; dopo si lascia il paese sulla sinistra e si sale leggermente fino a raggiungere la frazione Motta e da qui ecco che compare il Lago delle Fate. Da Staffa è possibile raggiungere il sentiero dal Bosco dei Faggi dietro la chiesa parrocchiale, scendendo un ripido sentiero e attraversando un ponte. Da Isella si sale lungo la strada pastorale dietro al paese, si raggiunge Motta e si prosegue fino al Lago. Oppure, attraverso la frazione, dalla piazza si attraversa il centro abitato, si scende lungo i prati e si risale a Motta tramite la vecchia scalinata nel bosco; quindi si attraversa Motta e si raggiunge il Lago.

La leggenda del Lago Blu a Valtournenche (Valle d’Aosta)

Una popolare leggenda valdostana narra che, al posto di quello che oggi è il Lago Blu, poco distante da Breuil-Cervinia, tempo fa ci fosse una casa di legno abitata da una famiglia di pastori diffidenti e duri e abituati a vivere isolati. Una notte d’inverno bussò alla loro porta un viandante affamato e coperto di fango, chiedendo un po’ di polenta e una ciotola di latte, ma la padrona di casa lo scacciò insultandolo e gli offrì solo una scodella d’acqua sporca. Il figlio più piccolo, mosso a pietà, cercò di aiutarlo di nascosto, ma la madre lo sorprese e lo punì. Il viandante – forse un mago o uno spirito oscuro – si allontanò mormorando una maledizione. Quella stessa notte, i genitori costrinsero per punizione il bambino a uscire nel bosco per raccogliere legna. Quando tornò, la casa non c’era più. Al suo posto, solo un lago silenzioso e profondo, dalle acque limpide e azzurre. Sul fondo, sembrava di scorgere ancora il profilo della casa sommersa e i rami contorti come braccia. Il bambino pianse, ma capì che quella era la giusta punizione per la crudeltà dei genitori. Da allora, chi abita nei dintorni racconta la leggenda come monito a non dire mai di no a chi chiede aiuto. Il lago Blu si trova, a circa mezz’ora di cammino o ad alcuni minuti di macchina dal centro di Breuil-Cervinia, sulla strada regionale che sale da Valtournenche. Circondato da larici secolari, permette di ammirare l’incantevole riflesso del Monte Cervino.

Il Lago del Turano e i borghi di Castel di Tora e Paganico Sabino (Lazio)

Il Lago del Turano, Lazio, Appennino centrale, si trova in un territorio in cui borghi storici e natura incontaminata convivono in perfetta armonia. Castel di Tora e Paganico Sabino sono le due porte d’ingresso distinte e complementari della Sabina, nonché parte di una rete più ampia di percorsi lenti che si snodano intorno al lago, tra sentieri storici e panoramici, e antiche vie di collegamento. Da Castel di Tora, uno dei Borghi più belli d’Italia e tra i più riconoscibili del lago grazie alle sue case in pietra che si riflettono sull’acqua, partono escursioni brevi tra le quali la più famosa è quella verso Monte Antuni, il “borgo fantasma”, che domina il lago dall’alto. Meno conosciuto è il sentiero che porta alla Cascata delle Vallocchie, un salto d’acqua immerso in una gola verde, facilmente raggiungibile e adatto a tutti. La cascata si trova ai piedi del Monte Navegna: il salto principale, alto circa dodici metri, è seguito da una serie di cascatelle e tratti di torrente più tranquilli, immersi in una vegetazione molto fitta. Il paese è anche un punto di riferimento per chi pratica sport acquatici, dal pedalò al SUP, dalle canoe alle piccole imbarcazioni, e da qui parte anche il battello elettrico THIORA, alternativa lento e sostenibile per scoprire il territorio navigando.

Lago del Turano, Lazio @ Fernando Bernardi
Lago del Turano, Lazio @ Fernando Bernardi 

Poco distante, ecco Paganico Sabino, borgo anch’esso arroccato sul Lago del Turano, dotato di un centro storico ben conservato fatto di vicoli, case in pietra e piccoli slarghi panoramici. Il paese è immerso nella Riserva Naturale del Monte Navegna e Monte Cervia ed è circondato da boschi di faggi, querce e castagni. Tra i percorsi più caratteristici, il Sentiero delle Grotte, che si sviluppa sul versante sud-occidentale del Monte Cervia. Il territorio comprende anche ambienti più selvaggi come le Gole dell’Obito, scavate dal torrente omonimo. Si tratta di un’area poco frequentata, dove negli ultimi anni è tornata a nidificare l’aquila reale. Tra le novità più interessanti dell’area del Turano c’è infine il nuovo Cammino del Turano, percorso di circa 100 km, articolato in più tappe, che unisce 12 borghi, dedicato alla scoperta lenta e sostenibile di questa parte meravigliosa d’Italia

Cingoli e il Lago Castreccioni (Marche)

Noto come il Balcone delle Marche per la sua posizione privilegiata a circa 600 metri di altitudine, Cingoli, nelle Marche, è uno splendido borgo medievale in provincia di Macerata che affaccia su un panorama che abbraccia gli Appennini, il Monte Conero e il mare Adriatico. Una visuale unica al mondo, che rende questo borgo un luogo ideale per chi ama i paesaggi suggestivi. Frequentato già tra il IV e il III millennio a.C., con i suoi vicoli, le sue chiese e e i suoi palazzi questo paese racconta secoli di arte e cultura e tra i luoghi imperdibili spiccano la Collegiata di Sant’Esuperanzio, il Duomo di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Domenico, dove è custodita la celebre Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto. A pochi chilometri dal borgo, nel territorio del comune, si trova il Lago di Castreccioni, il più grande bacino artificiale delle Marche e dell’Italia centrale, vero e proprio punto di riferimento paesaggistico e naturalistico per l’intero territorio. Conosciuto anche come Lago di Cingoli, è circondato da boschi, colline e dalla Macchia del Montenero, un’area floristica protetta con vegetazione mediterranea e specie sempreverdi. Le sue acque calme sono meta di escursioni a piedi e in mountain bike lungo sentieri che si sviluppano tra boschi e colline. Inserito in un’oasi di protezione faunistica, è anche un lago che accoglie tantissime specie di uccelli acquatici, tappa significativa per le rotte migratorie. Infine, il Lago di Cingoli è anche uno spazio vissuto, amato da chi pratica sport acquatici. Nei dintorni si trovano anche le Cascatelle di Cingoli, dove il fiume Musone crea piccoli salti d’acqua immersi nel verde.

Villalago, il Lago di San Domenico e il Lago Pio (Abruzzo)

Villalago, in Abruzzo, è un borgo arroccato a quasi 1000 metri di altitudine, nel cuore della Riserva naturale delle Gole del Sagittario. Circondato da boschi, gole e specchi d’acqua, domina un paesaggio modellato nei secoli dall’acqua, tanto che il suo nome deriva da Valle de Lacu. Ancora oggi il legame è evidente e intorno al borgo si sviluppa un sistema lacustre unico, tra i più affascinanti dell’Appennino. Il centro storico, con vicoli in pietra, archi, scalinate e abitazioni antiche addossate le une alle altre, conserva l’impianto medievale e racconta una storia legata alla spiritualità benedettina. Il cuore del territorio è il Lago di San Domenico, specchio d’acqua color verde smeraldo tra pareti calcaree. Si tratta di un bacino artificiale nato nel Novecento dallo sbarramento del fiume Sagittario.

Villalago, Abruzzo
Villalago, Abruzzo 

Le sue acque limpide, fredde e profonde riflettono le rocce e la vegetazione, creando un colpo d’occhio scenografico. Il lago è attraversato da un ponte ad archi che conduce a un porticato medievale e all’Eremo di San Domenico. Qui il monaco benedettino, vissuto intorno all’anno Mille, si ritirò in preghiera in una grotta affacciata sull’acqua. La chiesetta conserva affreschi e racconti legati ai miracoli del Santo. Accanto al Lago di San Domenico si trova il Lago Pio, specchio d’acqua più piccolo di origine carsica, alimentato da sorgenti sotterranee collegate al vicino Lago di Scanno. Circondato da salici e aceri, questo specchio d’acqua rappresenta l’habitat di numerose specie animali e un punto privilegiato per osservare la fauna selvatica. Intorno al Lago Pio si sviluppa anche un percorso tematico dedicato alla fauna locale, con installazioni e punti informativi sulle Gole del Sagittario.

Il Lago Cerknica in Slovenia

Il turchese del Lago di Cerknica (Cerkniško jezero), uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa, scompare ogni anno proprio a causa della natura carsica del terreno su cui poggia il suo bacino. D’inverno spesso ci si può pattinare e in primavera è possibile attraversarlo in barca. In estate è invece un tripudio di fiori di tutti i colori, dal momento che l’acqua sparisce completamente. Vale insomma la pena visitarlo più volte nel corso delle stagioni.

Lago Cerknica, Slovenia
Lago Cerknica, Slovenia 

In questo misterioso luogo nel cuore del Parco Regionale della Notranjska trovano il proprio habitat molte specie animali – oltre 270 specie di uccelli (metà di quelle europee), 45 specie di mammiferi e numerose specie di farfalle e anfibie – e una vegetazione rigogliosa. Paradiso del birdwatching – è possibile ammirare specie rare come il Re di Quaglie o l’Allocco degli Urali –, è anche perfetto per gli sport acquatici come il kayak, la canoa o il SUP, l’escursionismo e il ciclismo, specialmente tra i villaggi di Otok e Dolenje Jezero. Per la prima volta descritto già nel XVII secolo da Valvasor, è un sito Natura 2000 e Ramsar di importanza internazionale e viene oggi tutelato come parco naturale.

Il Lago Czorsztyn in Polonia

Il Lago Czorsztyn (Jezioro Czorsztyńskie), in Malopolska, all’estremità meridionale della Polonia, pur essendo un bacino artificiale creato dalla diga costruita nel 1997 sul fiume Dunajec, ha acque cristalline e una bellissima vista delle montagne Pieniny e Gorce (Monti Tatra), tanto da essere considerato una delle mete turistiche più pittoresche del paese. I boschi rigogliosi che lo circondano appagano la vista ma il lago è celebre soprattutto per i due manieri che si fronteggiano sulle sponde opposte: il Castello di Niedzica – medievale, ben conservato, situato su un’altura sopra la diga – e il Castello di Czorsztyn – le cui suggestive rovine di fortezza gotica offrono un punto panoramico spettacolare su lago e montagne.

Lago di Czorsztyn, Polonia
Lago di Czorsztyn, Polonia 

Anche la Diga di Niedzica, imponente opera ingegneristica in cemento che separa il lago dal bacino inferiore, merita di essere vista, e per gli appassionati di bici c’è il Velo Czorsztyn, una delle piste ciclabili più belle della Polonia, che compie l’intero giro del lago offrendo vedute mozzafiato. Perfetto per gli sport acquatici, il Lago Czorsztyn offre la possibilità di praticare vela, nuoto e immersioni in aree dedicate e in loco sono disponibili noleggi di barche e pedalò. Sul fronte dell’escursionismo, la zona è ricca di sentieri, in primis quelli verso le rovine del castello, mentre per chi ama il rafting è possibile praticarlo sul Dunajec con molti tour che partono per la celebre discesa in zattera attraverso le gole dei Pieniny. Piccole imbarcazioni e gondole collegano infine regolarmente le due sponde, permettendo di spostarsi tra i castelli di Niedzica e Czorsztyn.