Dire Pakistan nel migliore di casi significa dire trekking e alpinismo ad alto livello.
Sicuramente, tutti conoscono nomi come Karakorum, Indu-Kush, Himalaya e K2.
Così come tutti sanno chi era Osama Bin Laden e che si era rifugiato in Pakistan.
Di conseguenza per costoro Pakistan è sinonimo di terrorismo.
Ma questo Paese ha anche altre caratteristiche.
Per esempio, si affaccia per più di mille chilometri sul Mare Arabico con delle coste quanto meno interessanti e sicuramente ancora vergini.
Ed è a queste che vogliamo rivolgere un po’ di attenzione.
Le coste del Pakistan

Vi invitiamo a salire su un’auto virtuale per intraprendere con noi un viaggio che da Karachi e dintorni ci porterà verso ovest fino a Gwadar.
Secondo Google Map si tratterà di fare circa 650 chilometri, ma trattandosi di un viaggio virtuale ignoreremo tranquillamente il fattore tempo per fare solo delle osservazioni su quanto c’è da vedere.
Karachi
Karachi è il più importante centro industriale, commerciale e finanziario ed è anche il più grosso agglomerato urbano del Pakistan.
Un secolo e mezzo fa era solo un porticciolo di pescatori, oggi è un grande porto, l’unico del Paese.
È posto sulla sponda nordoccidentale dell’immenso delta del fiume Indo, ospita impianti produttivi di tutti i tipi ed è sede di due università.
È una città cosmopolita e per molte ragioni è assai diversa dalle altre città a cominciare dal suo spirito liberale.
Qua sono moltissime le donne che non indossano il velo, per esempio, e nessuno se ne fa un problema.
Mostra un misto di elementi talpur, inglesi e moderni e gli edifici e i mercati hanno un’aria antiquata e tranquilla.

I dintorni
Si possono fare spostamenti in due direzioni per trovare ambienti diversi e affascinanti al tempo stesso.
Andando verso il confine indiano si attraversa Il Keti Bunder South Wildlife Sanctuary.
Questa vastissima area si trova nel delta del fiume Indo e le foreste di mangrovie sono le sue principali caratteristiche forestali ed ecologiche.
Il resto della superficie è costituito da insediamenti umani, dune di sabbia e canali d’acqua.
Nel Keti Bunder sono stati censiti in totale ben 4280 uccelli diversi.
Maggiormente presenti sono le garzette, tanti tipi di aironi, i fenicotteri e le folaghe.
Purtroppo, il numero di questi bellissimi animali va via via diminuendo a causa dell’antropizzazione del territorio ed il conseguente livello di inquinamento.
Se, invece, ci muoviamo nella direzione opposta andremo a percorrere una serie di spiagge spettacolari.
Potremmo iniziare da Manora Beach col suo faro, attraversare Sandspit Beach e Tartle Beach per arrivare a Paradise Point Beach.
Ma l’esperienza più emozionante l’avremo arrivando a Mubarak Goth, la seconda comunità di pescatori più grande di Karachi.

Da qui si raggiunge l’Isola di Churna dove col Karachi Scuba Diving è anche possibile fare immersioni ed ammirare più di sessanta tipi di coralli diversi e pesci annessi, per la gioia dei fotosub.
Vi segnaliamo una chicca davvero unica che viene offerta qua: il “Cliff Diving”.
Si tratta di fare snorkeling saltando in acqua da scogliere alte 10-12 metri…davvero mozzafiato!
La costa del Pakistan a ovest di Karachi
Ma risaliamo in macchina e facciamo un primo pezzo dell’itinerario che abbiamo programmato.
Entrando nel Beluchistan potremmo visitare il Parco Nazionale più grande del Pakistan, quello di Hingol sulle sponde dell’omonimo fiume.
È una zona di canyon e semi-deserti costieri che ospita migliaia di capre, urial, gazzelle, sciacalli e volpi assieme a pochi leopardi e a qualche coccodrillo palustre nel fiume.
Proseguiamo e arriviamo a Pasni, considerata una delle zone più belle del Pakistan meridionale.
È nota per le bellissime spiagge e il ricco patrimonio culturale.
La storia di questa città risale al Settecento e tante sono le cose da vedere a partire dal suo Forte.
Le spiagge, poi, sono costituite da lunghi tratti di sabbia bianca davanti ad acque cristalline.
Inoltre, da qui ci si imbarca per la più grande isola del Paese: Astola di circa 7 kmq.

È un’area marina protetta e si presenta come un grande altopiano con un’altezza massima di 75 metri.
È caratterizzata da sette piccoli rilievi, tanto che i locali la chiamano l’ “Isola dei sette colli”.
Le sue acque sono cristalline ed ospitano, fra l’altro, delfini e tartarughe che rendono l’isola una popolare destinazione turistica.
L’ultima tappa: Gwadar
Gwadar ha un aspetto particolarissimo.
Si trova su una penisola a forma di martello il cui manico è costituito da uno stretto istmo sabbioso di dodici chilometri e largo appena 280 metri.
La testa invece è il Promontorio di Gwadar alto 160 metri le cui coste precipitano nel Mare Arabico verticalmente.
Risulta sia stata abitata fono dall’età del bronzo e assai probabilmente fu conquistata da Ciro il Grande.
È stata proprietà dell’Oman da cui fu acquistata nel 1958.
Attualmente è un importante centro commerciale e di pesca specializzato in sardine e squali.
Guarda caso, le pinne di questi ultimi sono molto apprezzate dai cinesi che ultimamente sono assai presenti a Gwadar per l’attuazione di svariati programmi industriali ed economici concordati fra i due Paesi.

Per finire
Vi abbiamo detto che le coste del Pakistan non sono molto frequentate dal turismo occidentale.
Che alcune delle zone di cui vi abbiamo parlato siano ancora piuttosto vergini lo dimostra il fatto che solo nell’agosto 2020 le autorità pakistane hanno pubblicato una nuova carta del Paese che mostra per la prima volta le isole di Churna e Astola.